L’armonia dei tessuti e le operazioni di base – DFQ

 

L’ARMONIA DEI TESSUTI : FANTASIA E COLORI – SCHEDA 3

N2_midnight_sunQuando ci approcciamo ad un nuovo progetto, qualunque esso sia, una delle cose principali a cui dobbiamo prestare attenzione per un buon risultato finale è la scelta dei tessuti. Spesso scegliamo d’impulso perché alcuni tessuti ci colpiscono più di altri. Ma questa scelta non è detto che sia sempre la migliore.
Quando iniziamo a guardare dei tessuti ci troviamo davanti ad una scelta immensa.
Cosa possiamo fare quindi per una scelta ottimale? Come prima cosa vediamo di capire le “famiglie” dei tessuti. Questa è una classificazione che ho sviluppato negli anni e che una volta presa in considerazione, è stata di grande aiuto. Sia a me, che alle mie corsiste.
I tessuti possono essere cosi suddivisi:

TESSUTI A FANTASIA GRANDE

TESSUTI A FANTASIA MEDIA

TESSUTI A FANTASIA PICCOLA

TESSUTI A FANTASIA TONO SU TONO

TESSUTI DIREZIONALI

TESSUTI FALSI UNITI

TESSUTI TINTA UNITA o SOLIDI

Questa è una classificazione abbastanza generica che ci permette di poter classificare pressoché tutti i tessuti.

Vediamoli ora nel dettaglio:

TESSUTI A FANTASIA GRANDE:

Questi tessuti sono sicuramente quelli a maggior impatto emotivo e sono quelli che ci
colpiscono maggiormente quanto stiamo effettuando una scelta. La fantasia grande può essere disposta in modo casuale su tutto il tessuto (ALL OVER) o può avere una direzione. Dovendo realizzare un progetto da zero, personalmente suggerisco sempre di partire proprio da questi tessuti per due ragioni:
Primo: essendo tessuti a grande impatto sono i primi che ci colpiscono. Le fantasie grandi inoltre sono le più impegnative quindi inserirli in un secondo momento in una scelta può risultare difficile.
Secondo: la maggior parte delle volte, i tessuti a fantasia grande contengono diversi colori. Questa diventa una caratteristica importantissima che ci può aiutare nella scelta dei coordinati. Questo ci permette di chiamare questi tessuti con il termine di TESSUTO CALAMITA.

Cos’è il TESSUTO CALAMITA ?

Il tessuto calamita è un tessuto che contiene al suo interno tutte le gradazioni e le tinte di colori che, se scelte, ci garantiscono un’armonia e un equilibrio all’interno del nostro lavoro. Scegliere i nostri coordinati ricercandoli facendo riferimento ai colori presenti nella stampa del tessuto calamita ci permette di risparmiare un sacco di tempo, inoltre la scelta che faremo sarà armoniosa. Ricordate sempre che le fantasie grandi in un lavoro sono quelle che vengono catturate per prime dalla vista. Come inserire una fantasia grande in un lavoro? Le fantasie grandi sono ideali per realizzare bordure (particolarmente indicate sono quelle direzionali), come sfondi di blocchi realizzati con tessuti solidi o tono su tono, o anche da sole nel caso volessimo realizzare dei cuscini in pochissimo tempo, borse o bordure di asciugamani).

TESSUTI A FANTASIA MEDIA :

I tessuti a fantasia media hanno disegni stampati della misura massima di 5 – 6 cm. Anche loro li possiamo trovare in variante casuale o direzionale. Sono adatti come tratto d’unione tra il tessuto calamita e i coordinati. Unico suggerimento che posso darvi è di dosarli attentamente all’interno di un lavoro. Troppe fantasie possono creare caos. Scegliete i tessuti medi coordinandoli con il tessuto calamita e i coordinati. Non scegliete colori diversi in quanto possono disturbare. Sono ideali per realizzare sfondi di blocchi, griglie di unione (SASHING), retri per quilt e cuscini e fodere per borse.

TESSUTI A FANTASIA PICCOLA :

I tessuti a fantasia piccola hanno disegni stampati in colori contrastanti non superiori ai 2cm. Questi tessuti sono ottimi per la realizzazione di blocchi, griglie e binding.
La caratteristica di possedere un disegno piccolo ci permette ampia libertà durante la fase di quiltatura. I disegni piccoli rendono inoltre questi tessuti adatti per lavori di appliquè. Questa caratteristica permette una buona miscela delle stoffe rendendo il lavoro armonioso. La fantasia piccola inoltre ci dà la possibilità di creare dei piccoli giochi di luce/ombra all’interno dei blocchi senza comunque catturare troppo la nostra attenzione, ma uniformandosi perfettamente con il lavoro nella sua totalità.

I TESSUTI DIREZIONALI :

Eccomi ora a parlarvi dei tessuti direzionali. Questi tessuti sicuramente sono a mio avviso i più affascinanti. Se lavorati correttamente ci permettono di creare movimenti all’interno del nostro lavoro con pochi accorgimenti. Sicuramente indicati per le bordure e le griglie. Delicatissimi da usare come base per blocchi o per la realizzazione dei blocchi stessi in quanto la direzionalità del disegno può creare in questo caso disordine e confusione. Una delle difficoltà maggiori è proprio il taglio. Innanzitutto sono tessuti stampati e già questo gioca a nostro svantaggio.
Spesso la stampa non è perfettamente in linea con la piega del tessuto. Possiamo ovviare al problema creando delle nostre mascherine di taglio trasparenti che ci permetteranno di tagliare in maniera regolare il tessuto. Le stampe a strisce ci permettono comunque
di essere suddivise ed utilizzate come bordure per complementi d’arredo quali asciugamani,
tovaglie e strofinacci.

I TESSUTI CON SCRITTE :

Un’altra tipologia di tessuti largamente utilizzata è quella dei tessuti con scritte. Su questi
tessuti non abbiamo molto da dire di diverso a quanto già detto con i direzionali. I vantaggi e gli svantaggi sono pressoché gli stessi. Uniche differenze sono che se la scritta non è direzionale, possiamo usarli tranquillamente come base per la realizzazione dei blocchi e come seconda cosa, una stampa di questo tipo li rende poco indicati per le bordure.

I TESSUTI TONO SU TONO :

Ci avviciniamo sempre di più ai tessuti tinta unita…. I tessuti tono su tono sono caratterizzati dalla presenza di un colore di fondo pressoché uniforme e una stampa che può essere di piccola o media grandezza, all over o direzionale. Questi tessuti sono adatti a qualsiasi tipo di lavorazione. Unica eccezione fatta per i bordi se non arricchiti con quiltature ricche e particolari. Ottimi per la realizzazione di lavorazioni quali Lone Star, Bargello, Double wedding ring e lavori di appliquè. La mancanza di colori di contrasto sulla stampa permette infatti a questi tessuti di mescolarsi tranquillamente valorizzando il lavoro tecnico. Richiedono comunque una quiltatura evidente proprio per valorizzare la preziosità del lavoro di assemblaggio svolto.

I TESSUTI FALSI UNITI :

I tessuti falsi uniti vengono spesso confusi con i tono su tono. L’unica differenza è che non
presentano nessun tipo di stampa. Sono caratterizzati da macchie di colore non omogenee su tutta la superficie. Attenzione alla perdita di colore! Questi tessuti infatti subiscono vari processi di tintura proprio per creare queste texture particolari pertanto sono spesso soggetti a perdita di pigmento. Suggerisco sempre di bagnare questa tipologia di tessuti sempre divisi per colore. Ideali come colori di sfondo per blocchi tradizionali, appliquè e griglie di intersezione (sashing). Se invece decidete di realizzare un lavoro totalmente con i tessuti tono su tono, sappiate fin dall’inizio che la quiltatura dovrà essere un elemento fondamentale per un buon risultato.

I TESSUTI SOLIDI (TINTA UNITA) :

Eccoci al termine della nostra carrellata di tipologie di tessuto. Gli ultimi di cui voglio parlarvi sono i tessuti così detti “solidi” ossia le tinte unite. Tipici delle lavorazioni Amish e solo negli ultimi anni riscoperti soprattutto nel Modern Quilting, i tessuti solidi offrono linee continuative di produzione e una gamma di colori enorme! Caratteristica fondamentale: i solidi non sono stampe! Il tessuto è tinto quindi non presenta dritto e rovescio. Attenzione quindi alla perdita di colore! Bagnate sempre queste tipologie di tessuti onde evitare sorprese alla fine. Adatti per qualsiasi tipo di lavorazione, in particolare per quelle costruzioni dove sono richieste numerose varianti di tonalità. Ottimi per creare griglie in quanto l’assenza di stampe o sfumature ci permette linee ben definite. Nel caso decidiate di realizzare un lavoro interamente con questi tessuti, programmate una quiltatura fitta ed elaborata in modo da valorizzare al massimo questi tessuti

Abbiamo terminato per il momento la classificazione dei tessuti.
Quando dobbiamo realizzare un progetto, teniamo sempre presente di creare un equilibrio tra la scelta delle fantasie che andiamo a scegliere. Dosiamo le varie tipologie di tessuti in modo da creare un lavoro armonioso e piacevole alla vista.
Ma non è finita. Un altro elemento di scelta fondamentale oltre alla tipologia di tessuti, sono i colori. Come scegliere i colori giusti? Vediamo un po’ di TEORIA DEL COLORE

Quando decidiamo di realizzare un nuovo progetto, spesso non consideriamo gli accostamenti di colori che andremo ad utilizzare ma ci soffermiamo all’impatto emotivo che alcuni tessuti ci trasmettono. Ma partiamo dalla base: la ruota del colore.

I colori che vediamo in natura sono il risultato di un fenomeno fisico: la scomposizione della luce che viene captata dall’occhio umano. Un fascio di luce che colpisce una superficie trasparente e sfaccettata come ad esempio un prisma, si scompone in sette colori: rosso magenta, arancio, giallo, verde, blu, indaco e violetto (spettro dei colori visibili). L’arcobaleno che vediamo in cielo quando ritorna il sole dopo un violento acquazzone è un esempio. Questi colori sono chiamati Colori Base, perchè combinati tra loro in tutti i modi possibili originano tutte le tonalità di colore esistenti.

Tre di questi sono chiamati Primari, perchè non sono ottenibili dalla mescolanza con altri colori, e sono : il magenta, il ciano e il giallo. Mescolando due colori primari se ne ottiene un terzo definito Secondario:

magenta + giallo = arancione

giallo + ciano = verde

magenta + ciano = viola

Tutte le tonalità intermedie si ottengono variando le proporzioni dei colori mescolati:
ad esempio mescolando magenta e giallo si ottiene un arancio tendente più al rosso o più al giallo a seconda che sia maggiore la quantità del primo o del secondo.
Per mostrare come i colori entrino in relazione tra loro, si usa il cerchio cromatico.
Si definiscono complementari i colori che si trovano in posizione opposta sul cerchio
cromatico.

Sono complementari:

il magenta e il verde

il giallo ed il viola

il ciano e l’arancio.

Le coppie di colori complementari “funzionano” sempre. Attenzione però se si deve realizzare un lavoro usando una combinazione complementare. Per non ridurre la scelta a soli due colori dobbiamo attuare la tecnica che in inglese viene chiamata “SPLIT COMPLEMENTARY” o “COMPLEMENTARI DIVISI”. In cosa consiste? Consiste semplicemente nell’ampliare la scelta dei colori da utilizzare aumentando l’arco di scelta di uno dei due colori di partenza .
Un’altra combinazione interessante, ma più difficile, per scegliere i colori e la combinazione triadica. La combinazione triadica è composta da tre colori equidistanti sulla ruota dei colori.

Possiamo fermarci qui per il momento relativamente alle combinazioni cromatiche.
Parliamo velocemente dei colori caldi e dei colori freddi. La distinzione tra Colori Caldi e Freddi viene fatta in base all’intonazione che psicologicamente evoca un colore: le sfumature che tendono al rossiccio, al giallo, e ovviamente gli stessi gialli e
rossi, sono considerati colori “caldi” perchè evocano il fuoco, il sole… le sfumature che
tendono al blu e al verde sono considerati colori “freddi” perchè evocano l’acqua, il cielo…
Tuttavia la distinzione non è così rigida in verità, non tutti i blu sono freddi.

Un modo per capire se un colore è caldo o freddo consiste nello schiarirlo con un bianco: ad esempio se schiariamo con uno stesso bianco il blu cobalto ed il blu oltremare ci accorgiamo che l’oltremare “squilla” rispetto al cobalto che è più “tenue”: blu oltremare è “caldo” perchè più tendente al rossiccio rispetto, ad esempio, al blu cobalto. Analogamente possiamo verificare con questo criterio che esistono anche i neri caldi e freddi: il nero avorio, ad esempio è un nero caldo, mentre il nero fumo è freddo.
E i viola? Sono caldi o freddi? Dipende: Il viola più tendente al rosso è caldo, il viola con predominanza blu è freddo.

Questi sono solo piccoli cenni di teoria del colore che per chi fa patchwork possono sembrare grandi ostacoli.
Il discorso sembra “troppo complesso” ma per esperienza personale, questo è un argomento che affronto sempre nella prima lezione del mio corso di progettazione base.
Considerando che purtroppo non posso affrontare di persona questo argomento con ognuna di voi, vi rassicuro dicendovi che affronteremo gradualmente ogni esempio con dei piccoli progetti. Continuate comunque a scegliere i vostri accostamenti seguendo il vostro istinto. Piano piano vi mostrerò come apportare piccoli accorgimenti nella scelta dei tessuti. Un consiglio che posso darvi è prendere spunto dal web. Cercate e salvate foto di lavori che vi piacciono e seguite la scelta di colori usati per aiutarvi nella scelta dei colori.
Se volete dei suggerimenti, potete sempre scrivermi via mail e sarò felice di aiutarvi nella
scelta.
Con questa scheda terminano quelli che per me sono gli elementi base sui tessuti.
Siamo pronti ora per iniziare con la progettazione vera e propria.

 

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